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Quando un progetto è appena partito se non si ha la pazienza e la costanza di credere in se stessi può accadere che ti venga voglia di fermare tutto.

Quando imprenditori e professionisti si rivolgono a me per iniziare un progetto Strategia Blog a volte accade che una qualsiasi scusa possa bloccarli dall’andare avanti.

È proprio a quel punto che si capisce di quale pasta è fatto l’imprenditore.

A tal proposito oggi mi è tornata alla mente una bellissima presentazione che ho visto ad una conferenza europea qualche mese fa, e la voglio condividere con te.
La protagonista di quel Talk era una giovane ragazza che vive a New York che ci ha raccontato la sua esperienza di quando si è trovata a dover affrontare un grande ed importante progetto lavorativo.

Lei si chiama Sonja Leix. E qui trovi il video integrale del suo discorso in inglese.
Il suo intervento è stato fra i più emozionanti di tutta la conferenza.

Se a volte ti è capitato di non credere nelle tue capacità, allora ti consiglio di leggere questo articolo fino in fondo.

Adesso ti racconto brevemente la sua storia.

Tutto succede 4 anni fa quando Sonja inizia a lavorare per una grande azienda di New York. In questo nuovo progetto deve gestire un sito web che riceve 10.000 visite al giorno. Però di solito Sonja lavora per aziende con siti web molto più piccoli.

Le nasce subito un dubbio: “Sarò all’altezza di gestire questo progetto così grande?”
E non appena si trova da sola in ascensore la sua reazione si fa sentire.
Sonja scoppia in lacrime. Da sola nell’ascensore piange. Non si sente all’altezza del nuovo lavoro che le è stato affidato.

A quel punto, quasi disperata, chiede un appuntamento al suo capo per confrontarsi su questi suoi dubbi.

Il suo capo è molto felice di lavorarci insieme… e le dice che l’apprezza molto, e che le cose stanno andando molto bene!!!

Nonostante le rassicurazioni del capo, lei continua a dirsi:
“Non mi sento la persona più adatta per questo lavoro!”

Anche se riceve complimenti, pacche sulle spalle… continua a dirsi: “Non sono all’altezza!”

A quel punto incontra una amica. E questa amica crede che questi siano dei chiari sintomi della Sindrome dell’Impostore.

In cosa consiste la Sindrome dell’Impostore?
Quando ti senti non abbastanza capace, non abbastanza competente, non abbastanza buono per quel lavoro, quando non ti senti abbastanza bravo per fare ciò per cui hai studiato, quando “non ti senti abbastanza bravo” per fare ciò che vuoi. Quando non riesci a interiorizzare i tuoi successi.

La Sindrome dell’Impostore è quella voce che hai dentro che ti scoraggia, che ti giudica, che ti dice che non sei abbastanza. È la tua critica interna. Quella vocina che ti dice che non ce la farai. Ti dice che non puoi proporti per quel lavoro perché non sei abbastanza competente, non puoi proporti a quel cliente perché non sei abbastanza in gamba, non puoi portare avanti quel progetto perché non sei la persona giusta.

Ti dice che non ne sai abbastanza per fare quella cosa.

La voce che ti dice che hai quel lavoro solo perché sei fortunato.
Sembra dirti che non te lo meriti.
Questa voce non ha nulla a che fare con le tue capacità.

Questa voce vuole convincerti che fallirai.
E che tutti si accorgeranno che non sei capace.
Questa voce è l’insieme di tutte le tue insicurezze, e ti scoraggia ad andare avanti.

Questa voce ti spinge a fare un passo indietro sui tuoi progetti, non ti aiuta a realizzare le tue idee.

Il bello di questa storia è che Sonja, nonostante tutto, non si è fermata qui.

Per uscire da questo momento di incertezza Sonja si è chiesta: “Le persone importanti si sono sempre sentite all’altezza?”

Per scoprirlo lo ha chiesto a 12 persone, fra le più importanti e influenti della community mondiale di WordPress.
Ha chiesto proprio a loro: ”Ti sei sempre sentito all’altezza?”
Ed indovinate cosa hanno risposto?
Su queste 12 persone influenti, che lei stimava ed apprezzava, 10 hanno risposto che anche loro si sono sentiti “NON all’altezza”.

E pensare che queste sono le persone che hanno creato uno dei software più usati al mondo.

In pochi vogliono ammettere pubblicamente di sentirsi vulnerabili e di sentirsi non all’altezza di fare ciò che fanno, però questa è una cosa molto comune nel profondo di ognuno.

Il resto della storia puoi scoprirla da te, sul sito di Sonja, o guardando il suo video.

Cosa possiamo imparare da questa storia?

Se ti confronti continuamente con gli altri possono succederti due cose:
1) Ti fai prendere dallo sconforto quando trovi chi è più bravo di te
2) Hai uno stimolo a migliorare

Cerca di vivere il confronto con gli altri come uno stimolo per ripartire e migliorare.

Consigli per chi si sente affetto da sindrome dell’impostore:
1) Entra a far parte di un gruppo con cui condividere le tue esperienze
2) Sentiti libero di fare errori
3) Impara dai migliori

Tutti facciamo errori, e gli errori li vedono tutti.
Dobbiamo accettare gli errori che facciamo, perché i nostri errori sono uno strumento per migliorare.

Solo chi fa errori impara.

Chi si crede un “superman” che non sbaglia mai, in verità non lo è. E prima o poi lo capirà.

Chi ti giudica?
A volte anche le persone più vicine ci criticano, e anche chi non ci conosce sente il diritto di criticarci.
Ma ci sono fortunatamente alcune persone che ci incoraggiano, e son sicuro che anche per te è lo stesso.

Sonja continuava a confrontarsi con gli altri, si confrontava con quelli che vedeva più bravi e questo la bloccava, non le permetteva di andare avanti.

È utile quello che fai?
Quando capisci che il tuo contributo è utile agli altri allora vuol dire che quello che fai ha un valore. Un valore che devi imparare a riconoscere, nonostante tutto e tutti.
Smettila di comparare te stesso agli altri.

Se fai il confronto fra i tuoi peggiori errori e le cose più belle raggiunte dagli altri, sarai sempre in difficoltà.

Ma il gioco non è quello.

Il consiglio è: inizia a fare errori. Tutti fanno errori. L’importante è imparare da quegli errori.

Anche se siamo spaventati dal “fallimento” che ne può derivare, il consiglio è sempre: inizia a fare errori.
Vedrai quanto imparerai!

Come è andata a finire la storia di Sonja?
Beh Sonja, alla fine è stata selezionata per parlare come speaker per tantissimi eventi, si è sentita capace di raccontare la sua storia, di condividere le proprie esperienze… anche se all’inizio aveva paura… anche se all’inizio non si sentiva propriamente un’esperta.

La sindrome dell’impostore stava per bloccarla dal presentare la domanda di partecipazione ad un evento importantissimo.
Ma lei l’ha presentata, e alla fine è stata scelta.

la pasta si cucina con l'acqua

Tutti cucinano con l’acqua?
Grazie a Sonja ho scoperto una cosa molto importante: tutti cucinano con l’acqua.

Indipendentemente dalle ricette che ognuno vuol fare, tutti useranno l’acqua ed inizieranno da qui… e così anch’io ho scoperto che cucino con l’acqua come gli altri.

Questo vuol dire che anche le più grandi menti, e le persone più brillanti, e le persone più capaci… alla fine utilizzano gli stessi ingredienti che hai a disposizione anche tu.

La verità è che tutti si accorgono degli errori degli altri. In pochi si accorgono dei propri.

Ringrazio Sonja per questi spunti di riflessione. Se quello che hai letto credi possa essere utile anche ad altre persone che conosci condividilo sul tuo social preferito.

Un abbraccio

Domenico

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Domenico Bisceglia

Mi occupo di aiutare imprenditori che hanno un Blog a trovare nuovi clienti tramite una Strategia di Marketing Online.